Lina e Giuditta: la libertà di scegliere la relazione
Oggi Lina e Giuditta sono state davvero magiche. Sono arrivate quasi da sole dal branco fino al cortile. Giuditta aveva un po’ di dolore ai piedi e pensavamo di portare solo Lina, ma lei — con la sua forza dolce — sembrava voler aprire il cancello pur di stare con noi e con i pazienti.
Per rispetto del suo malessere le abbiamo lasciato libertà totale. Lina è andata in postazione, mentre Giuditta ha iniziato a brucare l’erba. Dopo una ventina di minuti, però, eccola arrivare: si è messa accanto a Lina e ha iniziato a lasciarsi spazzolare, baciare, abbracciare. Invece di cercare le sue amate roselline, ha scelto la relazione.
Dopo un’ora abbiamo dato loro la possibilità di tornare libere, ma sono rimaste lì, serene, accanto ai signori dell’AMA, appoggiando la testa sulle loro braccia come a voler restare ancora un po’.
È in momenti così che si percepisce la bellezza della relazione. Per loro, la relazione nutre quanto il cibo. E quando, nonostante piccoli dolori, scelgono di esserci, si mostra la loro vera partecipazione: la scelta consapevole di essere co-terapeute.
I signori che erano con noi sono un gruppo di sei persone dell’Associazione Malati Alzheimer, inserite nel nostro progetto dedicato. Abbiamo proposto un’attività in due parti: nel primo momento hanno preparato il cibo per i pappagalli, sentendosi utili e parte del contesto, mentre a rotazione altri vivevano il contatto diretto con gli asinelli.
Abbiamo lavorato sul riconoscimento delle parti del corpo, sulla sensorialità, sul piacere dell’abbraccio e della cura. Dopo la merenda condivisa, ogni partecipante ha creato il proprio quaderno sugli asini: cosa possono toccare, cosa no, disegni, parole, ricordi.
Infine, uno alla volta, tutti hanno fatto un piccolo percorso con Selvaggia, conoscendo anche un cavallo e sperimentando la conduzione.
Un incontro pieno di dolcezza, libertà e scelte autentiche, quelle che nascono solo quando la relazione è vera.








